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    Eccetto... ripensamenti, malfunzionamenti o nostalgie... mi trasferisco qui.

     

    Febbraio culla nei boccioli
    i segreti del ghiaccio
    e nella neve si scioglie il polline dei narcisi
     
    Un profumo
    di terra
    morbido e secco
    dolce e pungente
    mio, di narcisi,
    sulla pelle. 
     

     

     

     

    Narcisi,
     che apparite
    quando non osa
    la rondine
    e accogliete i venti
    di Marzo
    con la Bellezza...

     
    W. Shakespeare
     
     

     

    Ci sono dei buchi a volte
    dentro cui cade il mondo.
    A guardarli sembra che
    da un momento all'altro
    la terra, il prato,
    i muri
    ed i mattoni
    debbano strapparsi e crollare.
    Se ti fermi vicino sembra
    di correre il rischio di rimaner
    risucchiato.
    Lembi bianchi intorno sembrano
    bruciare di sole
    e l'odore è talmente forte
    da stordirti le idee.
    Rimani fermo
    il terrore ti assale
    e piano ragioni.
    La strada è questa,
    se vi è un oltre
    è di certo più
    oscuro che qui.
     
    Allora stai attento,
    raccolgo qui le mollette
    e
    tu,
    piccolo moscerino,
    vola via dal mio lenzuolo bucato.
     

      

     
    un odore tenue ed aspro di lavanda
    il silenzio strappato dai rumori della città
    ed il contrasto marcato
    tra la quiete di queste stanze
    che proteggono i passi lenti di una vecchia
    bellissima
    ballerina di tango
    ed i passi decisi 
    di un gatto qualsiasi
    su questa strada
    prima che qualcuno ancora una volta
    di corsa
    attraversi. 
     

     

     
     
    Quando sulla ringhiera e sui ciclamini c'è la brina ghiacciata
      o puoi vedere i cristalli nella neve che cade...
    Quando si sente la pioggia dentro il guscio di una lumaca
    che è la tua casa con il tetto di legno
      o cartoccini di carta pieni d'amore volano in un pomeriggio d'inverno...
     
    Ingredienti
     
    1/2 tazza di riso
    10 tazze di latte
    2 tazze di zucchero
    1 bastoncino di vaniglia
    1 cucchiaio di cannella
     in polvere
    1 pezzetto di scorza di limone
    4 tazze d'acqua tiepida
     
    Preparazione
     
    Lascia a bagno il riso in acqua tiepida per mezz'ora. Scolalo. Fallo bollire nel latte con il bastoncino di vaniglia a fuoco lento fino a quando non sarà morbido (più o meno mezz'ora). Unisci lo zucchero e la scorza di limone e lascia bollire piano a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto per non farlo attaccare, fino a quando si sarà asciugato (su per giù un'altra mezz'ora). Mettilo in un piatto da portata, in coppette (o in tazze diverse e colorate), lascialo raffreddare in frigorifero e prima di servirlo copri con un velo di cannella in polvere.
     
     ...il riso al latte.
     
     
     
     

     

    I passi sulla porta
    La maniglia che si apre
    La porta scivola in silenzio...
     
    Pantofoline
     
    ed il rumore dell'amore...
     

     
     
    Sono le stanze della mia mente
    popolate da piccoli thui
    avvolte da un vento caldo
    che porta nell'aria il nostro odore.
     
    Un flamenco suona un violino
    su muri alti, e forti
    dove gatti curiosi
    rimangono immobili
    a guardare 
    il nostro Amore.
     
     
    Se verrai qui a cercarmi,
    io voglio essere trovata.
     

     
    Vento
    scegli per me una barca
    fra i rami degli alberi.
    E' tra le foglie di un viale
    la rotta per i porti
    e l'inizio di tutto.
    Sospingi in alto la prua
    così ch'io non abbia timore
    da schivare le genti.
    Segui la rosa
    nel cui cuore ho nascosto
    i miei sogni.
    Scegli la luce
    al cui apparire
    veleggi.
    E se fosse l'alba
    non tremare del freddo.
    Al tramonto
    lasciami pure arrossire.
    Nel buio
    è la mia luna
    che guida.
    Ed al sole
    cerca le stelle
    del giorno.
    Finchè da maestrale
    ti farai zefiro
    ed il mio viaggio 
    la tua rivoluzione
    sarà l'arrivo delicato
    della primavera
    nelle mie terre.   
     

    Eppure, per quanto indubitabilmente sia meravigliosa la luce della sera, c'è qualcosa che ancora riesce ad essere più bello della luce della sera, ed è per la precisione quando, per incomprensibili giochi di correnti, scherzi di venti, bizzarrie del cielo, sgarbi reciproci di nubi difettose, e circostanze fortuite a decine, una vera collezione di casi, e di assurdi - quando, in quella luce irripetibile che è la luce della sera, inopinatamente, piove. C'è il sole, il sole della sera, e piove. Quello è il massimo. E non c'è uomo, per quanto limato dal dolore o sfinito dall'ansia, che di fronte a un'assurdità del genere non senta da qualche parte rigirarsi un'irrefrenabile voglia di ridere. 
    Poi magari non ride, veramente, ma se solo il mondo fosse un sospiro più clemente, riuscirebbe a ridere. Perche è come una colossale e universale gag, perfetta e irresistibile. Una cosa da non crederci. Perfino l'acqua, quella che ti casca sulla testa, a minute gocce prese di infilata dal sole basso sull'orizzonte, non sembra neanche acqua vera. Non ci sarebbe da stupirsi se ad assaggiarla si scoprisse che è zuccherata. Per dire. Comunque acqua non regolamentare. Tutt'una generale e spettacolare eccezione alle regole, una grandiosa presa per il culo di qualsiasi logica. Un'emozione. Tanto che tra tutte le cose che poi finiscono per dare una giustificazione a questa altrimenti ridicola abitudine di vivere certo figura anche questa, in  cima alle più nitide, alle più pulite: esserci, quando in quella luce irripetibile che è la luce della sera, inopinatamente, piove. Almeno una volta, esserci. 
     
    A.Baricco in Castelli di Rabbia

     
    L'odore caldo e speziato del pane
    oltre porte di vetro luminose e dorate.
    Gli stessi alberi, gli incroci
    e la mia allegria. 
    I baci di una dama
    brutti, ma buoni
    fra i ricordi di bandierine rosse e verdi.
    Un fiore rosa
    tra i rami
    e nelle mie tasche.
    Stazioni e treni
    che vanno e vengono
    nella vita.
    Strade dritte e prati di margherite
    attraverso paesi piccoli
    e abitati.
    Vino e limone
    Acqua e panna.
    Come un carro,
    una culla
    ed io mi addormento.
    Curve del pensiero
    passano fiumi
    e vialoni di pietra.
    Grandi pentoloni
    mescolano genti e cioccolato.
    Colonne di marmo
    e portoni di legno
    guardano i tuoi passi
    di ieri e di oggi.
    E musica...
    è la città
    e questo momento...
    nei miei ricordi
    adesso
    e per sempre.
     

     

    Le stelle sono strade
    per chi sa orientarsi
    mentre torna a casa.
     
     ...un bellissimo compleanno.

    Mancano 4 giorni.
    Msn sa tutto e mi ricorda. per fortuna.
     

    Ascoltare la musica vicino al mare. Dentro una chiesa. Ed è lì il mio posto.
     
     Trattieni la tua prora che credersi una nave causa di tempeste. Povera la mia barca rotta tra gli scogli svelata senza vele e tra le onde sola come le grandi navi con animo ti scosti dalla vicina terra e al fiero mar ti lanci. Lope de Vega.
     
    E se non piove il rumore della pioggia giunge lo stesso. Ed è l'acqua che cade piano di una cascata. Dovunque mi raggiunge.

    L'odore dei cedri
    è aspro e freddo come la neve d'inverno
    E' amaro il sapore
    se tagli ed entri con un coltello
    Il giallo appassisce se non sai lasciargli il bianco latte
    della scorza
    Del sole trattiene il caldo eppure non brucia
    Le mani fanno fatica persino a coglierlo.
    Ma se hai pazienza, e voglia, piano
    puoi svestirlo dei trasparenti veli d'oro
    Fra le mani con dolcezza puoi prenderne un pezzetto
    stando attento a non macchiare le vesti bianche
    e
    l'odore non sarà pungente
    ne agre il sapore
    se le tue labbra non avranno fretta di morderne il cuore.
     
     
    La caratteristica peculiare del cedro è infatti quella di produrre frutti completamente dolci o completamente agri, il che li rende poco appetibili. (Citrus Medica. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

    Alcuni rumori a volte
    ti trascinano via come tirato per il collo
    lo scrosciare dell'acqua
    qualcosa che cade sul pavimento
    anche se il rumore è già lontano
    tu stai ancora strisciando per terra
    colpito dall'imperfezione
    del suono.
    E' che non ti appartengono, certi suoni.
    rumori sciolti nella tua vita da sempre
    congelati alcuni come cubi di simboli
     
    ma non ti appartengono.
    Volano via.  Per fortuna.
     
     

     

     
    Ognuno ha le sue manie, si intende...
    ognuno ha i suoi guinness preferiti... ovvio...
     
     

     
    Oggi ho trovato il mio...
    Zunzuncito, l'uccello più piccolo del mondo.
     
     
     

     

    Prima che cada la mezzanotte
    di un nuovo giorno
    di nuove notti
    di un nuovo anno,
    di mille sorprese
    della nostra vita
    delle loro scoperte
     
    Auguri...
    al mio Amore, e ai nostri piccini...
     
     

     

     
    Luccichio...
    nell'attimo in cui le ciglia si poggiano e il mondo per un istante sparisce. prima che si posino, lo vedo.
    ed è il brillio di tutte le gocce di questa pioggia. è l'oro di tutte le lucine fra i rami. le mie palline rosse.
    Sono gli odori che pizzicano al naso. ed il freddo di questa città, che frizza. E' lo scintillio delle stelle dietro il temporale.
    i raggi che entrano dai lucernai al mattino.
    E' la mia euforia...
     
     
     
     
     

     

    Di notte puoi stringere le ali
    poggiarti sul letto            
             sentirle morbide dietro la schiena
     
      e finalmente riposare.  
     
     

      

     
    Ha i capelli blu
    e labbra viola
    come l'orizzonte del cielo e del mare.
    Ha la pelle scura come la roccia
    e sulle punte delle dita diamanti d'acqua.
    Ha perle negli occhi
    e smeraldi iridi
    Sui fianchi scie di sale
    e fili d'erba gli anelli al dito.
    Caramello è la saliva
    e gocce di latte le lacrime.
    Il cuore pietra focaia
    e i suoni nascosti 
     dentro conchiglie.
     
     

     

     

      

    Accade che lui si stacchi.  Come veli davanti lo sguardo. succede davvero,  si stacca. un interruttore alternato. tempo sì. tempo no. Ed è come svenire. mellifluo sciolto duro come ferro, imperante. in me. Gli odori spariscono. Perdo il ritmo. perchè un ritmo c'è, mio malgrado. La realtà diventa collosa. impressioni. I suoni strisciano piano. Senza controllo. seppure i gesti sono esatti e veloci.   ...i miei tempi scivolano in me.